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Tre pillole di saggezza PDF Stampa E-mail
Scritto da fabio   

Nei miei viaggi passati mi sono trovato in tante situazioni e questa sera ho proprio voglia di parlare di tre di queste. Credo meritino veramente!

1) Siamo tutti uguali

2) Non capisco... è così semplice

3) Non capisco... è così naturale

Buona lettura! Smile



1) Siamo tutti uguali
l primo giorno a New York un prof colombiano mi aveva parlato di una conferenza per professori "outside USA" e, incuriosito, mi sono intrufolato. Peccato che a questa conferenza eravamo in sette e mi è stato proprio difficile intrufolarmi facendo finta di niente. Ma non mi hanno cacciato e, proprio come si vede nei film, mi fanno "ci fa piacere che tu sia qua... bla bla... dall'Italia, che bello... bla bla... bla". "Boh, ma chi li conosce?", ho pensato, "comunque ormai sono qua... vediamo che succede". Mi hanno offerto da mangiare e mi sono seduto con loro al tavolo della "conferenza". Uniche note dolenti erano il condizionatore a palla a -20 un tipo che parlava un inglese incomprensibile.
I sette erano: il colombiano, l'italiano (io), un inglese, due tedesche, una giapponese e l'organizzatrice statunitense. Ci siamo ritrovati a parlare di quale potesse essere il modo migliore per condurre una classe e per catturare l'attenzione degli studenti. Abbiamo parlato per ore e incredibilmente l'apporto di tutti è stato prezioso e i problemi riportati erano grosso modo gli stessi per tutti. La cosa che più mi ha colpito è stata che sette persone diverse, con culture diverse, che non si erano mai viste né avevano mai parlato tra loro, sono riuscite a discutere di un argomento tanto complesso quanto può essere l'insegnamento senza litigare, senza scontrarsi su posizioni antitetiche ma anzi, trovando nell'intervento di ognuno qualcosa di buono. E alla fine della riunione siamo usciti tutti soddisfatti, con qualcosa in più. Mi sembra ancora impossibile...

2) Non capisco... è così semplice!
La prima sera che sono stato a Denver sono stato invitato al pub dal mio ospite e là ho conosciuto i suoi amici, i classici americani da saloon: giocherelloni, simpatici, divertenti e casinari. Ma soprattutto: quanto cavolo bevono!!! Ovviamente io ero la novità e erano incuriositi dall'italiano che non ce la faceva a bere i normali 4/5 litri di birra come se fosse niente. Così abbiamo cominciato a parlare e mi hanno fatto un bel po' di domande. Incredibile ma le domande che fa un americano sono esattamente le stesse che potrebbe fare un italiano, tanto per restare in tema al punto precedente: che lavoro fai? cosa studi? cosa hai studiato? dove vivi? in che città? che macchina hai? cosa ti piace? hai la ragazza? sei sposato?
Arrivati alla fatidica domanda hai la ragazza però li ho stupiti; il discorso era andato più o meno così: "Hai la ragazza?" "No" "Ah, sei sposato allora!" "beh, no!" "Uhm... ho capito! Sei divorziato!" "Veramente no..." "Vabbè, ma avrai almeno dei figli!!!" "In realtà neppure..." Per loro non era possibile! Loro erano quasi tutti single ma avevano alle spalle matrimoni e figli. Ho provato a spiegargli che in Italia ci sono tante persone 30enni "single", i bamboccioni?, che non è così anormale... ma niente, non capivano. Poi uno mi prende da parte e mi fa: "Certo che non vi capisco proprio... è così facile. Se una ragazza ti piace te la sposi e ci fai figli, se non ti piace più divorzi. Non mi dire che non ti è mai piaciuta una ragazza!" "Beh, questo no... però..." Al momento non ho saputo che rispondere alla loro semplicità... e nemmeno sono riuscito a spiegarmi meglio perché per loro io ero assurdo come assurdo era che da noi un adolescente potesse bere un alcolico: "se te lo lasciano fare, mi dicevano, dove sta tutto il divertimento nel farlo di nascosto?".

3) Non capisco... è così naturale!
Berlino, 2 novembre 2007. Il mio primo giorno nella capitale tedesca. Per ambientarmi ho fatto un giro per la città con un bel gruppo di una trentina di turisti. Era una figata di tour perché era gratuito e la guida era eccezionale: un ragazzo sui 26 anni che si divertiva come un matto a dare spettacolo e a raccontare in modo molto colorito i drammatici avvenimenti che erano accaduti a Berlino. Molto molto simpatico. Insomma: la nostra guida ci ha guidati a piedi per berlino per tutta la giornata spiegandoci un sacco di cose.
Ecco il mio gruppo:

 

Meo a Berlino


Verso le cinque di sera il gruppo si scioglie, ognuno per la sua strada. E mi ritrovo a parlare con un tipo olandese, con cui avevo chiacchierato spesso durante il giorno e con cui decido di andare a fare un salto a vedere il lusso di Berlino Ovest. Si parla del più e del meno, al solito: che lavoro fai, cosa hai studiato, dove vivi, hai la ragazza, sei sposato, ecc... Anche lui è un po' stupito del fatto che non avessi una storia seria con una ragazza. Provo a inventarmi qualcosa... che è difficile... che è faticoso... tu ci provi per un mese... lei se la tira... bla bla... bla... bla... e lui mi fa: "Non capisco come possa essere faticoso, è così naturale! Prendi me e te oggi: il nostro gruppo era formato da una trentina di persone. Tutti abbiamo chiacchierato un po' con tutti e alla fine quasi naturalmente ci siamo trovati bene a chiacchierare insieme e abbiamo deciso di andare a fare un altro giro. E' stato naturale e non abbiamo dovuto forzare nulla. Con le ragazze è lo stesso, no? Ci chiacchieri un po' e se c'è feeling si sta insieme un po' di più e se la cosa piace a entrambi ci si mette insieme"
Di una naturalezza sconvolgente... l'unica cosa che mi è venuta da obiettare è che forse nella vita di tutti i giorni non ti capita di stare insieme a una persona un'intera giornata... ma chissà, pensare che abbia ragione è proprio rilassante!

Alla prossima! Wink

 

Ultimo aggiornamento ( venerdì 07 marzo 2008 00:10 )