| L'apprendimento potente |
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| Scritto da fabio | ||||
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Ogni persona impara in tanti modi. Se qualcuno ti domandasse: come impari tu cose nuove? forse risponderesti: Imparo quando studio e quando mi insegnano! Allora potrei domandarti: come sai che una puntura di una vespa fa male anche se non sei mai stato punto e se una ti si avvicina scappi impaurito? Potresti rispondere che tutti sanno che le vespe pungono e che quindi è naturale saperlo o potresti dire che i tuoi genitori te l'hanno insegnato. Ma se ti insegnassero che un cd taglia se preso in mano tu ci crederesti? Perchè non ci crederesti anche senza prenderne uno in mano mentre credi che le vespe pungono anche se non sei mai stato punto? Eppure può anche essere che qualcuno si sia tagliato con un cd o con un foglio di carta eppure non ti fai problemi a prendere in mano un foglio di carta. Ecco, secondo me c'è un altro modo con cui si imparano le cose. Un modo più subdolo e pericoloso, ma pur sempre fondamentale. Magari ce ne sono anche altri... se qualcuno ha qualche idea me lo dica pure! Sono sempre pronto ad imparare cose nuove!
Il metodo forse più potente di apprendimento e anche il più subdolo è l'apprendimento, non so bene come chiamarlo, per osmosi o automatico. E' potente perché si insinua nella nostra personalità senza che noi possiamo in alcun modo farci nulla. E' automatico. Le cose imparate in questo modo sono anche le più difficili da disimparare perché, ovviamente, non si imparano in questo modo solo cose belle ma anche cose senza senso. E poi è proprio difficile cambiare. Forse pensandoci potrebbe anche un apprendimento di tipo "difensivo" però magari ci penserò un'altra volta. Come funziona e cos'è questo apprendimento automatico?
Tempo fa ho letto su un libro che i bambini quando cadono per terra non piangono subito ma per prima cosa osservano la madre. Se questa è preoccupata si mettono a piangere. Se invece è confortevole magari piangono però passa subito. Questo indipendentemente dal dolore che il bambino prova. E' come se il bambino misurasse non il dolore ma la sua paura con quello che vede nella madre. Ovviamente se la madre esprime paura anche il bambino ne ha. A me la lettura non aveva colpito più di tanto ma pochi giorni dopo mi è capitato un fatto che mi ha fatto pensare che forse questa teoria non ra proprio sballata. Anzi! Stavo viaggiando in aereo. Io non sono un gran viaggiatore e da parecchio tempo non volavo più. Improvvisamente l'aereo ha cominciato a sobbalzare un po' più di quello che io ritenessi normale. Istintivamente ho cominciato a preoccuparmi che ci fossero dei problemi e mi sono ritrovato a cercare affannatamente con gli occhi un hostess per cercare di capire cosa stesse succedendo. L'hostess se ne stava tranquilla seduta sul suo seggiolino e per lei quindi i sobbalzi erano asolutamente una cosa normale. La sua faccia non era agitata. Trasmetteva tranquillità. In quel momento mi è venuto in mente l'esempio del bambino! Nel'aereo era il bambino e l'hostess chi se ne intendeva, chi aveva esperienza, come un ipotetico genitore. Guardando l'hostesso ho capito che quel tipo di sobbalzi erano del tutto normali. L'ho capito senza che nessuno me lo dicesse. Senza che nessuno me lo insegnasse. Probabilmente se pochi giorni prima non avessi letto quell'articolo non avrei colto il mio istintivo gesto all'avida ricerca di informazioni rassicuranti nel volto dell'hostess. Così secondo me si impara ad avere paura delle vespe senza essere mai stati punti. Altrimenti perché non si dovrebbe avere la stessa paura delle mosche? Probabilmente quando si è piccolini si osserva: si vede il genitore che scappa quando si avvicina una vespa e si impara che una vespa è molto pericolosa, in modo istintivo. Si vede il genitore che all'arrivo di una mosca dice solo "che palle" e si impara che le mosche sono sì animali noiosi ma privi di pericolo. Si vede qualcuno che toglie velocissimo la mano dal fuoco e si capisce che il fuoco scotta. Credo che questo tipo di insegnamento sia molto potente. Chi ha voglia di affrontare una vespa per dimostrare che la puntura non fa male? Eppure per moltissime persone la puntura di una vespa è meno fastidiosa di quella di una zanzara. E' difficile essere spaventati dalla corrente elettrica perché è una cosa che non si vede e in quel caso l'insegnamento: "non mettere le dita nella presa" può non essere sufficiente. Il bambino può dovere sperimentare la scossa per capire che mettere le dita nella presa è pericoloso. E così per molte altre cose. L'apprendimento "automatico" è potente perché la paura che si vede nelle persone che scappano da una vespa è molto più convincente di un "non fare questo perché è sbagliato" Il problema che può esserci con questo tipo di apprendimento è proprio celato nella sua potenza. Come si impara che una vespa è pericolosa si possono imparare tante cose sbagliate. Tante paure irreali. Ed è difficile togliersele. Ma è necessario farlo? Beh, magari sì se diventano patologie! Altrimenti anche no. Si vive bene lo stesso. C'è chi reagisce ad una cavaletta come se avesse di fronte una vespa. Scappa. Ma che male fa concretamente una cavalletta? Però se qualcuno ha imparato nel profondo che una cavalletta è pericolosa allora "istintivamente" cercherà di scappare appena ne vede una. E il riflesso può essere anche così potente da lasciare il volante mentre si guida se dal finestrino entra qualcosa di "strano" anche se razionalmente si potrebbe valutare che la puntura è molto meno pericolosa che lasciare il volante quando si sta guidando! Mi viene in mente che si potrebbe anche discutere su cosa è veramente l'istinto... ma quest'idea è ancora troppo debole. Un'altra volta. Ho conosciuto una persona che odiava gli americani. Non saprei dirne il motivo perché del motivo vero non ne parlava. Forse era invidioso della loro potenza o della loro "prepotenza". La cosa che mi ha colpito è che il figlio, un bambino di 6 anni, che molto probabilmente ben poco poteva capire di politica estera, provava anche lui un odio assurdo per gli americani. Che posso concludere? Che è bello prestare attenzione ai nostri comportamenti "automatici" perché ci aiuta a capire perché ci comportiamo in un determinato modo. Molte nostre reazioni che sembrano "innate" sono in realtà imparate. Imparate in modo automatico. Credo che un bambino piccolo che per la prima volta vede una vespa cercherebbe di toccarla, per capire cos'è, più che fuggire spaventato. Nel caso della vespa forse è meglio fuggire, nel caso della cavalletta un po' meno! Prossimo argomento... la paura!
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| Ultimo aggiornamento ( martedì 06 settembre 2005 22:54 ) | ||||






